E–Mobility, DKV Mobility supera il milione di colonnine in Europa
Nel dibattito sulla mobilità del futuro, le auto a idrogeno rappresentano una delle soluzioni più discusse, ma anche tra le meno comprese. Da un lato offrono emissioni zero e tempi di rifornimento rapidi, dall’altro sono frenate da ostacoli tecnologici ed economici ancora significativi. Ma queste vetture sono davvero il futuro della mobilità sostenibile o rimarranno una semplice utopia?

Cosa sono le auto a idrogeno?
Le auto a idrogeno utilizzano celle a combustibile (Fuel Cell) per generare energia elettrica a partire dall’idrogeno, combinandolo con l’ossigeno. Il risultato di questa reazione è elettricità per alimentare il motore e come scarto… solo vapore acqueo. Nessuna CO₂ dallo scarico, nessun particolato: un’auto a emissioni zero, almeno all’apparenza.
I vantaggi di queste vetture
Tra i principali punti di forza di queste auto troviamo:
- Rifornimento veloce: Bastano 3-5 minuti per fare il pieno, contro le decine di minuti (o ore) delle auto elettriche a batteria.
- Autonomia elevata: I modelli attuali superano i 600 km con un pieno.
- Ideali per i trasporti pesanti: L’idrogeno si adatta bene a camion, autobus e treni, dove le batterie tradizionali risultano troppo ingombranti e pesanti.
I limiti della mobilità a idrogeno
Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica. Le sfide sono molte:
- Produzione non ecologica: Oggi, il 95% dell’idrogeno è prodotto da gas fossili, con emissioni elevate di CO₂.
- Infrastrutture quasi assenti: Le stazioni di rifornimento a idrogeno sono pochissime, anche in Paesi industrializzati.
- Costi elevati: queste auto sono ancora molto costose e la tecnologia non è ancora matura per una produzione di massa.
- Efficienza energetica bassa: L’intero ciclo di produzione, compressione e utilizzo dell’idrogeno è meno efficiente rispetto alle batterie.
Auto a idrogeno: la situazione in Europa
L’Unione Europea guarda con interesse all’idrogeno, soprattutto in ambito industriale e nei trasporti pesanti. Paesi come Germania e Francia stanno investendo in progetti pilota e nella costruzione di stazioni di rifornimento. Tuttavia, nel settore delle vetture private, l’idrogeno sembra rimanere una soluzione secondaria rispetto alle auto elettriche a batteria, che hanno ormai conquistato il mercato.
Il futuro delle auto a idrogeno
Le auto a idrogeno potrebbero ritagliarsi uno spazio importante nel panorama della mobilità, ma non nel breve termine. La tecnologia ha potenziale, ma necessita di investimenti, infrastrutture, e soprattutto di una produzione di idrogeno veramente “verde”. Il rischio è che l’idrogeno resti una soluzione più adatta all’industria e al trasporto pesante, piuttosto che alle auto private.
In sintesi, le automobili a idrogeno non sono un’utopia, ma nemmeno una realtà pronta a sostituire il parco auto attuale. Saranno probabilmente una componente strategica del mix energetico dei prossimi decenni, ma solo se il costo dell’idrogeno verde scenderà e le infrastrutture verranno sviluppate in modo capillare. Per ora, restano una promessa affascinante in cerca di concretezza.